Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna

Una nuova, imperdibile mostra a Palazzo Strozzi a Firenze dal 21 settembre 2017 al 21 gennaio 2018.
Saranno circa 70 le opere esposte, tra dipinti e sculture, di artisti come Michelangelo, Pontormo, Rosso Fiorentino, Giorgio Vasari, Jacopo Zucchi, Giambologna, Bartolomeo Ammannati. Soggetti sacri e profani di un’epoca straordinaria per inventiva e estro, caratterizzata dalla Controriforma del Concilio di Trento e dal mecenatismo estroso di Francesco I de Medici.
Dal carattere melanconico e umorale, Francesco si dedicò allo studio di Arte e Natura, amante di esperimenti che svolgeva in quella meraviglia che era lo Studiolo di Palazzo Vecchio.

La mostra sarà inoltre l’occasione per ammirare capolavori, come una scultura di Michelangelo, che sono stati portati a nuova vita grazie a restauri condotti in collaborazione con musei e istituzioni del territorio e internazionali.

Prossime visite guidate:
Domenica 22 Ottobre ore 11.00
Giovedì 23 Novembre ore 20.30
Costo delle visite: 21 euro a persona (comprensive di biglietto di ingresso, guida turistica e auricolari)

Info e prenotazioni: 
info@andantetuscany.com
+39.347.0171707

Vuoi una visita guidata privata dedicata a te e i tuoi amici? Contattaci!

[Immagine di copertina: dal sito palazzostrozzi.org]

… ma se sei un amante del viaggio #apassolento goditi la lettura!

Per una volta a Michelangelo Buonarroti, Piero della Francesca e Francesco d’Assisi ho preferito Clelia Marchi, Vincenzo Rabito, la contessa Emilia. Se vi chiedete chi sono e avete voglia di scoprire una Toscana alternativa e inusuale, siete nel post giusto!

Nelle campagne della Valtiberina, poco distante da Arezzo, esiste un piccolo museo che raccoglie le vite di ognuno di noi. Incombenze quotidiane, sentimenti e pensieri che pensiamo banali, oppure eventi eccezionali e inconsueti ma che ci immaginiamo privi del pathos dei romanzi e delle grandi storie d’amore e d’avventura. Ma nel sorprendente Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano ad essere esposti sono proprio i frammenti di vita delle persone comuni, che grazie ai loro scritti autobiografici hanno raccontato la storia d’Italia, e non solo.

Il paese di Pieve Santo Stefano nel 1944 ha toccato da vicino quel che può voler dire la perdita della memoria, quando con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale era andato distrutto l’antico borgo. La ricostruzione ha ridato vita al luogo, ma l’architettura dei ricordi se n’era andata per sempre. Fu con il giornalista e scrittore Saverio Tutino, che nel 1984 propose al paese la creazione di un archivio dei diari, epistolari e memorie autobiografiche, che la memoria tornò ancora una volta ad abitare a Pieve.

«Se all’uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darracontare»
(Vincenzo Rabito)

Dall’archivio nacque poi il Piccolo Museo del Diario, che in uno spazio intimo e familiare apre al visitatore le porte sulla vita di Clelia, fatta di sacrifici ma anche di amore, quello per il marito Anteo che se n’è già andato e l’ha lasciata sola. E allora lei ha preso uno dei lenzuoli matrimoniali buoni e nel silenzio della notte vi ha scritto le righe fitte della trama della loro storia. O sul mondo di Vincenzo, bracciante siciliano semi-analfabeta che con caparbietà e tenacia ha scritto una monumentale, tragicomica, autobiografia. O ancora sull’ostacolato amore della contessa Emilia, sulla rabbia di Renzo che al fronte aspetta la lettera della sua Giannina che tarda ad arrivare…

Foto di Luigi Burroni dal sito www.piccolomuseodeldiario.it

E’ un tour eccezionale quello che si svolge in questo Museo, qui si viaggia tra i dimenticati dai libri, nei sotterranei e nelle segrete delle esistenze di chi, nella Storia, pensava di non avere voce in capitolo. E invece ne ha avuta, eccome.

Il Piccolo Museo del Diario versione itinerante e trasportabile, creata da dotdotdot, autori anche del percorso museale interattivo.

Vuoi visitare anche i dintorni del Piccolo Museo del Diario? Da Pieve Santo Stefano si arriva facilmente ai borghi di Anghiari, Città di Castello, Monterchi, Sansepolcro (terre di Piero della Francesca) Caprese Michelangelo (il 6 Marzo 1475 qui nacque Michelangelo Buonarroti) e i luoghi cari a San Francesco d’Assisi come il Santuario de La Verna.
Scrivici per un tour su misura #alritmodelcuore! info@andantetuscany.com

 

[Immagine di copertina: Luigi Burroni]

 Un’oasi incontaminata fuori dal turismo di massa! 

SABATO 9 SETTEMBRE 2017 Andante Tuscany ti porta a Gorgona!

L’isola più piccola e settentrionale dell’Arcipelago Toscano, l’ultima isola-carcere d’Europa, un luogo in cui convivono natura e uomo, preservando e valorizzando l’ecosistema e favorendo il recupero dei detenuti tramite il lavoro a contatto con la terra e gli animali. Una visita esclusiva attraverso la storia, l’ambiente e la vita quotidiana del carcere con un’escursione a piedi accompagnata da una Guida Ambientale lungo i sentieri e dentro la fattoria.
Gorgona è prevalentemente montuosa e ricca di suggestive baie e insenature, sulle quali svettano le due fortezze Medicea e Pisana.

Programma della giornata “tipo”:
imbarco dalle 7.45 a LIVORNO davanti ai Quattro Mori
8.15: si salpa!
alle 9.25 ca. arrivo a Gorgona, dove la guida sbrigherà le formalità legate alla Casa di Reclusione. Visiteremo la parte nord e ovest dell’isola con un facile itinerario a piedi lungo strade bianche (lunghezza 6 km).
all’ora di pranzo sosta all’ombra della lecceta per consumare il pranzo al sacco da procurarsi individualmente.
dopo pranzo proseguiremo il percorso fino alla Torre Vecchia e concluderemo nel grazioso porticciolo, dove, a discrezione dell’Amministrazione Penitenziaria, sarà possibile fare un bagno.
ritorno nel tardo pomeriggio (ore indicativa di arrivo a Livorno: 18.30 oppure 19.40).

Modalità di prenotazione: ENTRO il 30 GIUGNO 2017
telefonando al +39.347.0171707 o scrivendo a info@andantetuscany.com. E’ obbligatorio fornire i propri dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita, cellulare, indirizzo di residenza).
Costo: 68€ adulto / 38€ minori fino a 12 anni.
Il costo è comprensivo di guida ambientale, ticket d’entrata al Parco e trasporto marittimo.

Su richiesta è possibile organizzare anche il pernottamento a Livorno e il viaggio in bus!

La torre vecchia (Ph Wikipedia by G. Spinozzi)
L’isola è un carcere, la Polizia Penitenziaria sottoporrà a controllo i dati anagrafici dei partecipanti e si riserverà di NON autorizzare lo sbarco a coloro che hanno carichi pendenti. Per ulteriori informazioni:+39.347.0171707 o info@andantetuscany.com
Escursione a piedi facile, lunghezza massima 8 km circa; dislivello in salita 250 m; tempo massimo di cammino 3h00′ più le soste e le spiegazioni della Guida.
Poiché l’isola è interamente compresa all’interno di un carcere NON è possibile muoversi individualmente sul territorio né allontanarsi dal gruppo nel corso della visita; NON è possibile sbarcare apparecchi fotografici e videocamere né cellulari, che saranno raccolti prima dello sbarco. Il bagno in mare sarà possibile a discrezione dell’Amministrazione carceraria. Obbligatorie scarpe da ginnastica per l’escursione a piedi.
(L’immagine di copertina è esemplificativa e non corrisponde alla realtà… a Gorgona la macchina fotografica non si può portare!)

L’origine della Via Francigena si perde in tempi remoti, quando altro non era che un insieme di tracce, sentieri e piste battute dell’epoca dei Longobardi e Bizantini. Il nome Francigena significa “originata dalla Francia” e ben presto divenne la strada di collegamento tra nord e sud Europa. Non solo per gli eserciti e i mercanti, ma anche e soprattutto per i pellegrini desiderosi di raggiungere Roma (e da qui i porti pugliesi per recarsi a Gerusalemme) se venivano da nord, o Santiago de Compostella se venivano da sud. Fu l’Abate Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recatosi a Roma nell’anno 990, a regalarci un diario del suo cammino, grazie al quale è stato ricostruito il percorso che oggi conosciamo.

Da Canterbury a Roma a piedi – è questo che ogni buon pellegrino si pone come massimo obiettivo. E che sia guidato da una motivazione religiosa o laica poco importa, il cammino porta giovamento allo spirito, alla testa e al corpo. E’ un viaggio slow e consapevole, un regalo che facciamo alla parte di noi stessi che vuol tornare a camminare piano.

“Spostarsi non è stato più questione di ore, ma di giorni, di settimane. Per non fare errori, prima di mettermi in viaggio, ho dovuto guardare bene le carte, rimettermi a studiare la geografia. Le montagne sono tornate a essere possibili ostacoli sul mio cammino e non più delle belle, irrilevanti rifiniture in un paesaggio visto da un oblò”
Tiziano Terzani – Un indovino mi disse

Il tratto di Francigena in Toscana è di quasi 400 km, in 15 tappe, dall’Appennino Tosco-Emiliano alle meravigliose Crete Senesi. Una piccola ma fondamentale esperienza di questo cammino può essere fatta nel tratto delle colline della Valdelsa, terra ricca di castelli e abbazie. Andante vi propone un pacchetto di 2 giorni, accompagnati da una guida ambientale autorizzata. La partenza è dalla stazione dei treni di San Miniato, dove si erge la Rocca adibita a punto di controllo sulla Via. Se ne percorre un tratto per arrivare ad un Agriturismo eco-sostenibile e completamente autosufficiente, immerso nel silenzio delle colline circostanti. La sera sarà dedicata al relax e all’assaggio dei prodotti tipici bio a km zero. Dopo un sonno ristoratore e una gustosa colazione si riparte per la tappa successiva, che ci porterà a Castelfiorentino, centro artisticamente interessante grazie a santuari, ville signorili e agli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli. Sarete poi accompagnati alla stazione dei treni per il rientro.

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Vuoi maggiori informazioni? Scrivi a info@andantetetuscany.com  o chiamaci! 0039.3470171707

Oggi proverò a fare il Berlingozzo. Che non è una cosa proibita e nemmeno un travestimento di Carnevale.
Il Berlingozzo è un dolce che vede i natali nel XV secolo in Toscana ed è diffuso in particolar modo nella provincia di Pistoia, a Lamporecchio. A forma di ciambellone, è molto morbido e ricco di anice tanto che ricorda il sapore dei brigidini. E’ tradizione cucinarlo il giorno di Berlingaccio, quando chi ‘un ha ciccia ammazzi i’ gatto! Se adesso siete confusi tra ciambelloni e gatti, ecco qua la spiegazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, il primo della lingua italiana:

Berlingaccio è il Giovedì che va innanzi al giorno del Carnasciale, nel quale si fa buona cena, e si mangia assai.
Deriva da BerlingareQuali bere, e linguáre, ciarláre, cinguettáre, avendo ben pieno il ventre, ed essendo ben riscaldato dal vino.

Tradotto, è il Giovedì antecedente il Martedì Grasso, l’ultimo giorno del Carnevale. Seguirà il mercoledì delle Ceneri e la Quaresima, durante la quale nella tradizione cattolica e di altre chiese cristiane, non è permesso eccedere, soprattutto a tavola. E allora per Berlingaccio diamo libero sfogo alla fame, al vino, alle ciarle, che altro non sarebbero che le chiacchiere leggere, i cinguettii. Divertiamoci prima dell’astinenza dei quaranta giorni che portano alla Pasqua “nel qual tempo i fedeli da’ ventun’ anno in su digiunano tutti i giorni, salvo le domeniche” (Vocabolario degli Accademici della Crusca).
Il menù della libera gozzoviglia prevedeva un tempo la ciccia (la carne) che in Quaresima era proibita e che rappresentava l’alimento più ambito e costoso. Ma la povertà delle campagne non permetteva questa trasgressione e allora nasce il detto chi non ha ciccia ammazzi il gatto!

Quest’anno non ho cucinato nessuno dei tipici dolci di Carnevale (qui le ricette). I cenci e frittelle li ho presi in una piccola pasticceria di paese e la schiacciata alla fiorentina in una bottega del centro di Firenze. E allora ho proprio voglia di contribuire a mantenere le tradizioni e mi metterò subito all’opera. Buon Berlingaccio!

 

Il 14 Febbraio è considerato da tutti il giorno più romantico dell’anno. Ma che fatica arrivarci sani e salvi! I giorni precedenti sono tutti un “Oh no!”

Oh no!  Il ristorante è già pieno!

Oh no!  Le rose rosse son banali! Dove le trovo blu con sfumature di giallo per fa capire che ho capito che è un tipo vivace e misterioso?

Oh no!  Il corriere con il regalo non arriverà prima del 15, San Faustino… disastro!

Oh no!  Mi aveva detto di non voler festeggiare, e io non ho davvero pensato a niente…!

Respiriamo.

Cercare di far passare al proprio partner una giornata speciale richiede un dispendio di energie tale che quando si arriva al 14 Febbraio è già tanto che non ci si addormenti sul divano come bambini! E addio serata romantica

C’è una soluzione! Partire insieme per una piccola vacanza in campagna,  senza stress e preoccupazioni. Ma come esaudire i desideri della dolce metà? Ci abbiamo pensato noi!

→ Per partner avventurosi, ma dal cuore tenero suggeriamo un soggiorno in una vera casa sull’albero a pochi passi da Firenze (dal giardino si vede il Duomo!). Compreso nel pacchetto è inoltre un esclusivo tour con degustazione di vino all’innovativa Cantina Antinori Chianti Classico.

→ Per lasciarsi andare e non pensare a nient’altro che a noi, niente di meglio che un agriturismo circondato dalla natura dove potrete godere di un bagno caldo al tramonto nella vasca idromassaggio esterna, sorseggiando del buon Chianti Biologico.

→ Chi invece cerca un nuovo benessere psicofisico potrà godere in di un massaggio con campane tibetane, seguito da una cena vegetariana, per dedicarsi all’amore dell’altro, ma anche di se stesso. 

→ E per chi non si ferma mai e vuol camminare mano nella mano, la Via Francigena è l’ideale. Per passeggiare durante il giorno e la sera riposarsi in un agriturismo dove tutto si basa su criteri etici e di sostenibilità e che vanta autosufficienza energetica grazie a fonti rinnovabili.

Dimenticate lo stress di San Valentino! E l’unico “Oh no!” che direte sarà… Oh no! E’ già ora di tornare a casa?

Per maggiori informazioni scrivimi!

C’è un sogno che mi sta tentando.

Immaginatevi l’inverno e i suoi colori al tramonto. Siete all’aria aperta, il freddo è pungente ma voi vi state immergendo in una vasca idromassaggio bella calda. A fianco avete la dolce metà che vi porge un bicchiere di vino Chianti, biologico.

Non dovete far altro che rilassarvi e l’unica preoccupazione sarà quella di capire quando arriverà l’aperitivo.

E arriverà l’aperitivo, con tutti i prodotti biologici dell’azienda agricola nella quale state soggiornando. E ci sarà anche un assaggio di olio extravergine di oliva del nuovo raccolto.

La mattina successiva aprirete gli occhi e il sogno non sarà finito. E’ tutto vero, anche il cestino sul tavolo con i prodotti locali bio per la colazione.

E sì, oggi visiterete Firenze. O andrete a fare una passeggiata in mezzo alla natura e tra piccoli, rilassanti, borghi.

Io da questo sogno mi faccio tentare, e voi?

Andante vi propone un romantico pacchetto:

– 2 notti in Agriturismo e Azienda Agricola in Toscana, tra Firenze, Arezzo e Siena, alle pendici del Pratomagno

– Bagno nella vasca idromassaggio riscaldata esterna

Cestino della colazione di prodotti aziendali e locali biologici

Aperitivo con prodotti aziendali biologici incluso l’assaggio del nuovo olio extra vergine di oliva raccolta 2016

A partire da 220 euro per 2 persone

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Info e prenotazioni: info@andantetuscany.com – 0039.347.0171707

Autunno, quanto ci sei mancato! Giornate piovose, fatica a uscire di casa, voglia solo di divano e copertina. E mentre il corpo lentamente si abitua (o, per meglio dire, si arrende) a lottare ogni mattina contro l’istinto al letargo, verso l’ora di pranzo si accende un improvviso entusiasmo. Perché è Novembre. E l’olio nuovo sta arrivando sulle nostre tavole.

In questo periodo dell’anno ogni pasto in Toscana si conclude con pane e olio. Non è semplicemente un’abitudine, è proprio il corpo che lo richiede, ne sente la necessità quasi fosse un bisogno primario. Fame, sete, sonno, fettunta.

L’olio di oliva è un elemento principale della dieta mediterranea e le sue proprietà benefiche per la salute sono state ampiamente studiate e provate. Ma, si sa, ciò che fa bene non sempre ci piace. E allora perché l’olio invece ci strapiace?

Perché fa parte della storia della nostra vita. Ci aiuta a cadenzare le stagioni, gli anni, i ricordi. Viaggiamo, ci trasferiamo, ci perdiamo, ma l’odore e il sapore pizzichino dell’olio immediatamente ci riportano a casa. E’ la nostra madeleine. Non abbiamo scelta: è la consistenza stessa dell’olio che lo rende avvolgente e non facilmente removibile. Quando prepariamo la fettunta siamo autorizzati a dimenticare le buone maniere e a sporcarci, perché è assolutamente necessario ungersi le dita. E come gli antichi atleti che si ungevano il corpo prima di iniziare la gara, anche noi dopo una fettunta siam pronti per affrontare ogni prova. C’è chi dice che bocca unta non disse mai male e, anche se il proverbio è usato per altri comportamenti, è pur vero che il pan con l’olio ha anche un effetto calmante!

Un modo divertente e piacevole per capire la devozione che si ha in Toscana per l’olio di oliva è provare il nostro tour “Tra arte e Olio”. Sarete accompagnati a visitare lo storico Frantoio di Santa Téa a Reggello, nelle colline della provincia fiorentina. E al termine del viaggio nella storia della produzione dell’oro verde, finalmente potrete assaggiare la fettunta!

Ph Martin Bauer
Ph Martin Bauer

Quando accompagno un gruppo in visita nella campagna fiorentina e l’ora di pranzo si sta per avvicinare, mi diverto a parlare dell’enogastronomia della zona, incrociandola con un aneddoto sulla mia famiglia. Pappa al pomodoro, bruschetta, crostini con i fegatini di pollo, schiacciata alla fiorentina… mi vien l’acquolina in bocca a scrivere, figurarsi a raccontarlo! Descrivo le ricette e narro le storie e i personaggi ad esse collegate. Termino sempre parlando della famosa minestra di pane.

Questo piatto tipico delle campagne toscane è fatto di pane raffermo bagnato posato a strati in una zuppiera, intervallato con cavolo nero e fagioli. Il giorno dopo con la minestra avanzata si cucina la ribollita.

E qui entra in gioco la mia famiglia.

Mia nonna diceva che per fare una buona ribollita “come Dio comanda” si deve prendere la padella più vecchia che si ha in casa, un po’ di olio di oliva e si scalda la minestra. Obbligatorio è farla attaccare (per questo si usa una padella vecchia!) così che si formi una bella crosticina.

Dovete però sapere che a casa mia, quando qualcuno mi diceva “sei bella!” faceva sempre eco mio zio con un gentile “come il culo della padella!”. Ed io mi figuravo la padella usata per la ribollita, vecchia, nera e piena di ammaccature. Non lo prendevo esattamente come un complimento… e giù tutti a ridere.

Rideva la mia famiglia, ride di solito anche il gruppo che accompagno. Li lascio andare a tavola, sperando che nei cibi che assaggeranno possano sentire anche il sapore della quotidianità, da gustarsi come un viaggio: lentamente senza fretta. Sapori nuovi, ricordi nuovi.


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La ricetta della minestra di pane come si fa a casa mia

Per 6 persone

Ingredienti:

  • 500 gr di fagioli cannellini
  • 4 mazzetti di cavolo nero
  • Abbondante pane raffermo toscano cotto a legna
  • Sale
  • Pepe
  • Olio extravergine di oliva
  • 3 patate
  • Odori: 2 costole di sedano, 2 carote, 1 cipolla

Lasciare per una notte i fagioli a mollo nell’acqua. Il giorno dopo lessarli. Far soffriggere molto bene in un tegame grande gli odori con le patate tagliate a tocchetti. Poi aggiungere il cavolo nero tagliato grossolanamente e farlo appassire, con tanto di sale e pepe. Successivamente aggiungere abbondante acqua e lasciare bollire per dieci minuti circa. Aggiungere tre quarti dei fagioli lessati, precedentemente tritati, con l’acqua di cottura. Lasciare bollire per un paio di ore, finché non si forma un brodo denso. Tagliare a fettine fini il pane e riempire una zuppiera a strati. Alternare pane, brodo e il quarto rimanente dei fagioli interi, stando attenti che il pane si inzuppi bene. Servire calda.

Il giorno dopo, se è avanzata la minestra, metterla in una padella di ferro, con abbondante olio e lasciare “ribollire”, senza coprirla. Si consiglia di lasciarla attaccare per formare una crosta croccante. Servire calda con olio a crudo.

Buon appetito! 

Oggi vi racconto un’esperienza che ho fatto personalmente, ma che vorrei far provare anche ai viaggiatori che scelgono Andante Tuscany. Perché è talmente rilassante che fa tornare il cuore a battere a un ritmo andante.

Stavo lavorando al pc quando Simona non mi ha chiamata per invitarmi a una “giornata saponi”. Simona ha un piccolo agriturismo in campagna, nella provincia di Arezzo, e si inventa sempre delle giornate particolari e informali non solo per gli ospiti, ma anche per gli amici e i vicini.

Ve lo confesso, io il sapone l’ho sempre comprato al supermercato. Sono attenta, leggo la composizione e mi informo sulle varie marche. Ma non mi era mai venuto in mente di poterlo fare con le mie mani.

Perché no? Proviamo a fare il sapone! Anche solo per staccarmi dal pc e dal lavoro…

Prima di andare da Simona ho fatto una piccola ricerca su internet, per capire perché sempre più persone si cimentano nel fai-da-te dei detergenti. Ho trovato molti buoni motivi, di natura economica, ambientale e allergica. Ma nessuno diceva la cosa più importante.

La giornata è iniziata con l’arrivo del mastro saponaio Gianluca, che ci ha subito portate (eh già, eravamo tutte donne! Giocava l’Italia a calcio…) a raccogliere la lavanda in giardino. L’abbiamo poi tutta sgranellata e raccolta su uno straccio, in attesa di metterla nel composto per il sapone.

Sorvolo sui dettagli del procedimento tecnico, dirò solo che, al contrario di quello che mi aspettavo, è veloce e per niente difficile. L’impasto si può profumare a piacimento. Noi ne abbiamo fatto un po’ alla lavanda e un po’ a un dolce profumo indiano. E ci siamo sbizzarrite con le forme: dai cuori ai cappelli di Babbo Natale (anche se Dicembre non è proprio dietro l’angolo, ma hai visto mai…). Ma ancora non è questa la cosa più importante. Allora qual è?

La cosa più importante del fare i saponi artigianalmente è il fare. Creare un prodotto dalla A alla Z con le proprie mani e modellarlo a piacimento. In un mondo pieno di appassionati del fai-da-te, io ho voluto provare iniziando da un elemento elementare e senza dubbio utile, il cui risultato potessi vederlo ogni giorno, a partire dal mattino al risveglio. E in ogni momento io abbia voglia, o necessità, di prendermi cura di me. Mi lavo usando sul mio corpo qualcosa che ho creato. E che mi trasmette la rilassatezza della giornata, la tranquillità di un pomeriggio in campagna, a raccogliere lavanda e a chiacchierare tra donne. Incredibile a dirsi, mi vedo già la pelle più luminosa!

È questa la filosofia di Andante. Un viaggio a ritmo lento che permette di dedicare un pomeriggio a esperienze simili: creare, rilassarsi e parlare. Perché chiunque possa portarsi a casa un ricordo di una pausa dedicata solo a se stesso e tirarlo fuori quando tutto intorno corre.