Camminare nella campagna toscana suggerisce pensieri slow

Una mia carissima amica è partita ieri per fare il cammino di Santiago. Lo scorso anno ha fatto invece un tratto del cammino di San Francesco. Parte con lo zaino in spalla, senza prenotare gli alloggi, carica di mesi di allenamento. È una vera pellegrina.

L’invidia per la sua costanza e determinazione mi ha portata a riflettere sul camminare, anzi, sul mio modo di camminare.

I benefici fisici della passeggiata quotidiana li sappiamo tutti, i medici ce li ripetono da anni (grazie medici, insistete!). Pensavo più che altro a quelli mentali. Sono un tipo ansioso, troppe preoccupazioni. Nei momenti di maggiore stress immagino il mio cervello come una nuvoletta (memore dei disegni da scuola elementare) piena zeppa di pensieri che si accumulano, si accumulano, si accumulano…
Un groviglio di nozioni, idee, soluzioni, riflessioni, pensieri miei, pensieri di altri, pensieri di tutti… a volte credo di essere un registratore.

Poi decido di andare a camminare. Così, di punto in bianco.

E respiro. Scelgo sempre viottoli di campagna, dove ci sia del verde, tanto possibilmente. E dove non passino le macchine, voglio solo sentire cantare gli uccellini. Perché, che ci crediate o no, gli uccellini cantano ancora.

Il cervello prende aria, i pensieri piano piano mi si staccano di dosso e si disperdono. Ogni passo un pensiero che vola via. Diventa tutto relativo, tutto si ridimensiona. E sto solo camminando! Immaginatevi se mi mettessi a correre!

Non sono però il tipo che parte da sola per un lungo viaggio a piedi, come la mia amica. Vorrei esserlo, ma non ho l’allenamento giusto e ho una “leggera” tendenza a perdermi (quando è uscito il primo navigatore me lo hanno regalato in tre!). Preferisco partire con una guida esperta e un gruppo di persone con cui condividere il viaggio.

Magari toccando anche luoghi d’arte, piccoli e rilassanti paesi dove prendere un caffè, parlare con persone che di pellegrini ne vedono passare molti e se ne prendono amorevolmente cura, indicando loro la via, offrendo da bere, un passaggio, un saluto.

Chi cammina gode di particolari privilegi, tutti lo guardano con ammirazione. Secondo me perché si vede che ha il cervello, anzi, la nuvoletta libera da pensieri aggrovigliati. Perché se cammini non puoi avere pensieri pesanti, devi avere per forza un bagaglio leggero.

Vuoi partire per un cammino in Val d’Orcia e lungo la via Francigena? Scrivimi!

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