Oggi proverò a fare il Berlingozzo. Che non è una cosa proibita e nemmeno un travestimento di Carnevale.
Il Berlingozzo è un dolce che vede i natali nel XV secolo in Toscana ed è diffuso in particolar modo nella provincia di Pistoia, a Lamporecchio. A forma di ciambellone, è molto morbido e ricco di anice tanto che ricorda il sapore dei brigidini. E’ tradizione cucinarlo il giorno di Berlingaccio, quando chi ‘un ha ciccia ammazzi i’ gatto! Se adesso siete confusi tra ciambelloni e gatti, ecco qua la spiegazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca, il primo della lingua italiana:

Berlingaccio è il Giovedì che va innanzi al giorno del Carnasciale, nel quale si fa buona cena, e si mangia assai.
Deriva da BerlingareQuali bere, e linguáre, ciarláre, cinguettáre, avendo ben pieno il ventre, ed essendo ben riscaldato dal vino.

Tradotto, è il Giovedì antecedente il Martedì Grasso, l’ultimo giorno del Carnevale. Seguirà il mercoledì delle Ceneri e la Quaresima, durante la quale nella tradizione cattolica e di altre chiese cristiane, non è permesso eccedere, soprattutto a tavola. E allora per Berlingaccio diamo libero sfogo alla fame, al vino, alle ciarle, che altro non sarebbero che le chiacchiere leggere, i cinguettii. Divertiamoci prima dell’astinenza dei quaranta giorni che portano alla Pasqua “nel qual tempo i fedeli da’ ventun’ anno in su digiunano tutti i giorni, salvo le domeniche” (Vocabolario degli Accademici della Crusca).
Il menù della libera gozzoviglia prevedeva un tempo la ciccia (la carne) che in Quaresima era proibita e che rappresentava l’alimento più ambito e costoso. Ma la povertà delle campagne non permetteva questa trasgressione e allora nasce il detto chi non ha ciccia ammazzi il gatto!

Quest’anno non ho cucinato nessuno dei tipici dolci di Carnevale (qui le ricette). I cenci e frittelle li ho presi in una piccola pasticceria di paese e la schiacciata alla fiorentina in una bottega del centro di Firenze. E allora ho proprio voglia di contribuire a mantenere le tradizioni e mi metterò subito all’opera. Buon Berlingaccio!